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Verso diametri più contenuti: il “downsizing”

Tra i primi orologi da polso, il più iconico è certamente il “Santos” di Cartier. Progettato nel 1904, non aveva una cassa circolare, bensì rettangolare, e misurava 24,8 x 34,8 mm.

Quest’orologio fu commissionato alla nota maison da Alberto Santos-Dumont, brasiliano pioniere dell’aviazione, che richiese un segnatempo che potesse essere utilizzato durante il volo, senza staccare le mani dai comandi.


Courtesy:  Diario do Litoral, Alberto Santos-Dumont 


Le misure dovevano essere abbastanza contenute da poter essere portato confortevolmente al polso come un bracciale ed il quadrante doveva avere un’ottima leggibilità. Certamente il Santos fu un grande esercizio di equilibrio per soddisfare esigenze contrastanti: portabilità e funzionalità.

Eppure, il successo del progetto di Cartier potrebbe quasi sembrare controintuitivo ad oltre 100 anni di distanza. Per tutto il XX secolo, infatti, le misure delle casse hanno continuato a crescere, subendo un’accelerazione dagli anni ‘70 in avanti. Il diametro medio oscillava allora tra i 36 e i 37 mm. Negli anni ‘80 si videro i primi 38mm, e nel ventennio successivo, soprattutto con gli orologi sportivi e militari, la media aumentò ulteriormente. Oggi, calibri da 40-42mm vengono considerati la normalità, con le ‘taglie forti’ che sfiorano i 50mm (come ad esempio accade per Panerai Luminor Turbillon - 50mm e Breitling Superocean - 48mm).

 
Il fenomeno del "Downsizing"

Da qualche anno, tuttavia, qualcosa sta cambiando: la corsa ai grandi diametri sembra essersi esaurita. Superare i 42mm, infatti, rende le proporzioni della cassa sempre più impegnative anche per polsi di dimensioni ordinarie. Alimentare l’incremento delle dimensioni oltre questa soglia diventa dunque una questione legata puramente alla moda che, come tale, è volubile. Per questo, dal 2020 cominciamo a vedere proposte che privilegiano diametri tra i 38 ed i 41mm (Tudor Black Bay 58, AP [RE]master 01).

Questo cambiamento rende certamente l’offerta di nuovi modelli più appetibile in maniera trasversale, andando pian piano a sfumare anche i confini tra orologeria prettamente maschile e femminile, come impone una visione contemporanea.




Naturalmente, noi non siamo solo spettatori di questo cambiamento. Dal continuo confronto con la nostra community è infatti emersa l’esigenza di modelli dal diametro più contenuto, che mantengano comunque il design e la distintività che hanno sempre caratterizzato le linee di Venezianico. Evoluzione ed innovazione sono nel nostro DNA e, naturalmente, non potevamo rimanere indifferenti. Infatti, i modelli che sono attualmente allo studio tengono conto di queste richieste. Il primo è in arrivo a breve... non vediamo l’ora di mostrarvelo!