Venezia e New York distano oltre seimila chilometri, ma hanno una cosa in comune: sono due porti, due città nate dall'acqua che hanno costruito la propria storia su chi arrivava e su chi partiva. Da questa somiglianza nasce Redentore Two Harbors, l'orologio che abbiamo immaginato insieme ai nostri amici di Worn & Wound per Windup New York.
È un'edizione limitata di 800 pezzi numerati, frutto di un confronto durato mesi tra visite, call e un'idea condivisa. Più che un luogo, racconta una traversata: quella che ci porta, ogni volta, dall'Italia agli Stati Uniti. Qui ripercorriamo come è nata, com'è fatta e che cosa è accaduto quando ha incontrato per la prima volta il suo pubblico a New York.

Venezia e New York: due porti, un'unica rotta
Un'amicizia che attraversa l'oceano
Dietro Two Harbors c'è un rapporto costruito negli anni. Nata nel 2011, la piattaforma dei nostri amici di Worn & Wound è oggi un riferimento per chi ama l'orologeria indipendente, e il Windup Watch Fair è il luogo in cui questa community si ritrova. Per noi è da tempo la tappa americana più sentita.
Ad aprile il loro team è stato nostro ospite a Venezia, in atelier, come abbiamo raccontato in Worn and Wound in Italia: un viaggio al contrario. Da quei giorni, e dalle conversazioni che ne sono seguite, è nato un concept condiviso, che ha preso forma in un documento di progetto condiviso a metà giugno.
Ne è uscito un progetto pensato per Windup New York: non una semplice variante, ma un orologio con una storia da raccontare, costruito attorno a ciò che le due sponde dell'Atlantico hanno in comune. Windup Watch Shop è anche nostro rivenditore e da luglio ha uno showroom a Brooklyn: l'idea è nata dentro una relazione già avviata.

Alberto Morelli, CEO di Venezianico, e James Helms, CCO & partner di Worn & Wound
Due porti, una sola rotta
I due porti del titolo sono Venezia e New York: l'una si affaccia sulla laguna, l'altra sull'Hudson e sull'Atlantico, ma entrambe sono cresciute sul commercio e sull'arrivo di persone, merci e idee da altrove.
Tra l'una e l'altra abbiamo tracciato una rotta: un viaggio per mare da Venezia a Gibilterra, alle Azzorre e infine a New York. Quattro tappe che il quadrante riassume in un'unica immagine, dalla laguna allo skyline.
Riunirle nello stesso oggetto è stato un modo per dire che la distanza è anche una forma di vicinanza. Prima di farsi metallo, l'idea è stata disegnata a mano, a matita e a colori: la Statua della Libertà sul quadrante, il cinturino azzurro, il cielo caldo del tramonto.

Il bozzetto a matita e colori da cui nasce il quadrante
Il quadrante, strato dopo strato
Ogni strato del quadrante custodisce una parte del viaggio. Lo sfondo è una stampa in quadricromia dalla grana volutamente visibile, ispirata alle riviste e alle immagini stampate dell'America del Novecento: un linguaggio da cartolina d'epoca che trasforma lo skyline di Manhattan in inchiostro su carta. La tavolozza segue la rotta, dall'azzurro della laguna al blu dell'Atlantico, fino ai toni caldi del tramonto.
In primo piano, la Statua della Libertà e lo skyline emergono in rilievo, scolpiti in ottone e rifiniti con una placcatura in argento brunito invecchiato, su una base in ottone stampato e trattato. Il metallo si stacca dal fondo e, con la placcatura invecchiata, cambia riflesso a ogni movimento del polso.
A bilanciare la composizione, un sottoquadrante decentrato in madreperla segna ore e minuti con due lancette sottili. La sua luce pallida e cangiante fa da contrappunto al rilievo e lascia respirare il resto del quadrante.

Statua della Libertà e skyline in rilievo, accanto alla madreperla
New York, il primo incontro
Il 13 ottobre l'orologio è stato svelato online. Tre giorni dopo, il 16 ottobre, ha lasciato lo schermo per incontrare il suo pubblico al Windup Watch Fair di New York, al Center 415 sulla Fifth Avenue, dove è rimasto fino al 18.
Volevamo che lo stand proseguisse il racconto, non che si limitasse a esporlo. L'allestimento dedicava il fronte ai due porti, con la Statua della Libertà e lo skyline di Manhattan da un lato, San Marco e il leone alato dall'altro, uniti dall'emblema di Windup. Alle spalle del team, il grande poster di Redentore Two Harbors.
Per noi era il momento della verità: dopo mesi di disegni, render e campioni, per la prima volta l'orologio poteva essere guardato da vicino e provato al polso.

Nello stand di New York: l'orologio e la tavola di progetto del quadrante
Dal disegno all'orologio
Accanto agli orologi abbiamo esposto bozzetti e tavole di progetto, per mostrare da dove nasce il quadrante: il disegno d'insieme e i singoli elementi, dalla stampa al rilievo fino alla madreperla. Prima di arrivare al polso, un'immagine come questa passa dalle mani di chi la disegna e di chi la lavora.
A questa parte visiva risponde una sostanza tecnica precisa: cassa in acciaio 316L da 40 mm, 46,7 mm da ansa ad ansa e 11,5 mm di spessore, vetro zaffiro con trattamento antiriflesso, resistenza all'acqua di 5 ATM e movimento automatico NH05A con ore e minuti decentrati. Il cinturino, in pelle italiana lavorata a mano, è di un azzurro chiaro.
Sul fondello, lo skyline di New York è capovolto sopra Venezia, come due rive riflesse nella stessa acqua, insieme all'emblema di Windup New York e al numero individuale di ogni pezzo, da 1 a 800. Chi ha voluto assicurarsene uno in fiera ha potuto farlo con il preordine di persona.

Il fondello: New York capovolta sopra Venezia
Una rotta che riparte da qui
Per noi Two Harbors è prima di tutto un incontro: per anni siamo stati noi ad attraversare l'oceano per raggiungere la community americana, mentre stavolta l'idea è nata a Venezia, in atelier, con chi era venuto a trovarci.
La storia di Two Harbors non finisce a New York. Lunedì 26 ottobre, alle 15:00 ora italiana, i pezzi rimasti dopo la fiera saranno disponibili in tutto il mondo, a €850 / $975, nell'ambito di un'edizione di 800 esemplari numerati.
Grazie ai nostri amici di Worn & Wound, al team di Windup e a tutti quelli che sono passati dal nostro stand: il viaggio ha cambiato direzione, e ora riparte da qui.










