Arsenale Bosphorus
Per secoli, Venezia e Costantinopoli hanno condiviso molto più di una semplice rotta commerciale. Attraverso il Bosforo sono passati mercanti, artisti, ambasciatori e idee che hanno contribuito a plasmare l'identità di due delle più influenti civiltà del Mediterraneo. Dalle architetture bizantine ai motivi decorativi ottomani, fino agli scambi artistici che hanno unito Oriente e Occidente, il dialogo tra queste due città continua ancora oggi.
Un'edizione limitata di 1.000 esemplari che celebra uno dei legami culturali più affascinanti del Mediterraneo. 500 riservati alla Turchia. 500 disponibili per il resto del mondo.
Prezzo: 900€

Per secoli Venezia e Costantinopoli sono state tra i più importanti punti d'incontro del Mediterraneo. Situate lungo le principali rotte commerciali del loro tempo, hanno accolto mercanti, viaggiatori e ambasciatori provenienti da ogni parte del mondo conosciuto. Attraverso queste rotte non circolavano soltanto merci preziose, ma anche idee, conoscenze e influenze culturali. Fu proprio questo continuo dialogo a trasformare due città di mare in centri di straordinaria vitalità culturale, destinati a influenzarsi reciprocamente per secoli.

Tra le numerose testimonianze di questo legame, nessuna è più emblematica del viaggio di Gentile Bellini alla corte del Sultano Mehmed II.
Nel 1479, pochi anni dopo la conquista di Costantinopoli, la Serenissima inviò il maestro veneziano nella capitale ottomana come simbolo di un nuovo dialogo tra le due civiltà. Le sue opere divennero il riflesso di un incontro che andava oltre il commercio, dimostrando come arte e cultura potessero costruire ponti dove il mare separava le terre.

Quel dialogo trovò la sua espressione più concreta nel quartiere di Galata. Affacciato sul Corno d'Oro, questo storico distretto ospitò per secoli mercanti, diplomatici e comunità veneziane, diventando uno dei principali punti di contatto tra la Serenissima e Costantinopoli. Tra i suoi porti e le sue strade si intrecciavano commerci, lingue e tradizioni provenienti da tutto il Mediterraneo. Ancora oggi Galata rappresenta una delle testimonianze più tangibili del legame che ha unito Venezia e il Bosforo, trasformando lo scambio tra due mondi in una storia condivisa.
Per secoli Venezia e Costantinopoli sono state tra i più importanti punti d'incontro del Mediterraneo. Situate lungo le principali rotte commerciali del loro tempo, hanno accolto mercanti, viaggiatori e ambasciatori provenienti da ogni parte del mondo conosciuto. Attraverso queste rotte non circolavano soltanto merci preziose, ma anche idee, conoscenze e influenze culturali. Fu proprio questo continuo dialogo a trasformare due città di mare in centri di straordinaria vitalità culturale, destinati a influenzarsi reciprocamente per secoli.
Tra le numerose testimonianze di questo legame, nessuna è più emblematica del viaggio di Gentile Bellini alla corte del Sultano Mehmed II.
Nel 1479, pochi anni dopo la conquista di Costantinopoli, la Serenissima inviò il maestro veneziano nella capitale ottomana come simbolo di un nuovo dialogo tra le due civiltà. Le sue opere divennero il riflesso di un incontro che andava oltre il commercio, dimostrando come arte e cultura potessero costruire ponti dove il mare separava le terre.
Quel dialogo trovò la sua espressione più concreta nel quartiere di Galata. Affacciato sul Corno d'Oro, questo storico distretto ospitò per secoli mercanti, diplomatici e comunità veneziane, diventando uno dei principali punti di contatto tra la Serenissima e Costantinopoli. Tra i suoi porti e le sue strade si intrecciavano commerci, lingue e tradizioni provenienti da tutto il Mediterraneo. Ancora oggi Galata rappresenta una delle testimonianze più tangibili del legame che ha unito Venezia e il Bosforo, trasformando lo scambio tra due mondi in una storia condivisa.



Architettura specchiata: oriente a Venezia
Molto prima che Venezia e Costantinopoli fossero collegate da relazioni diplomatiche e commerciali, erano già unite da un patrimonio visivo comune. Motivi ornamentali, giochi di luce, mosaici e decorazioni architettoniche si diffusero lungo le rotte del Mediterraneo, contribuendo a plasmare l'estetica di entrambe le città.
Da questa contaminazione nacque un linguaggio artistico capace di attraversare secoli e confini. Arsenale Bosphorus rende omaggio a questa storia condivisa, reinterpretandone forme e suggestioni in chiave contemporanea.

Il quadrante di Arsenale Bosphorus nasce dalla reinterpretazione di alcuni motivi ornamentali che hanno caratterizzato l'arte ottomana per secoli. La sua trama si ispira al quatrefoil, un motivo quadrilobato ampiamente diffuso nelle ceramiche di İznik, nei tessuti di corte e nelle decorazioni architettoniche che adornavano Costantinopoli tra il XV e il XVII secolo. Attraverso la ripetizione modulare di questa forma, gli artigiani ottomani trasformavano la geometria in un linguaggio visivo di armonia, equilibrio e continuità. Arsenale Bosphorus raccoglie questa eredità e la reinterpreta in chiave contemporanea, trasformando un antico motivo decorativo in una trama capace di raccontare ancora oggi il dialogo tra Venezia e Costantinopoli.

Per dare forma a questo disegno, il quadrante viene lavorato quando la madreperla si trova ancora allo stato grezzo, prima delle successive fasi di colorazione e finitura. Attraverso una lavorazione CNC ad alta precisione, una punta diamantata incide la superficie seguendo fedelmente il motivo ornamentale ispirato all'arte ottomana. Ogni solco viene realizzato con tolleranze minime per preservare la continuità del disegno e valorizzare le caratteristiche naturali della madreperla. È in questa fase che il quadrante acquisisce la propria architettura tridimensionale, una struttura invisibile che emergerà pienamente soltanto nelle lavorazioni successive.

Dopo l'incisione, il quadrante viene sottoposto a una serie di lavorazioni che ne esaltano profondità e carattere. La colorazione rossa intensa si combina con la struttura precedentemente scolpita, permettendo alla luce di interagire con la madreperla in modo sempre diverso. L'incontro tra le incisioni geometriche e le iridescenze naturali del materiale genera continui giochi di riflessi, ombre e variazioni cromatiche. Il risultato è una superficie viva e dinamica, nella quale il motivo ornamentale non appare semplicemente stampato, ma sembra emergere dall'interno del quadrante, trasformandosi a ogni cambio di prospettiva.
Il quadrante di Arsenale Bosphorus nasce dalla reinterpretazione di alcuni motivi ornamentali che hanno caratterizzato l'arte ottomana per secoli. La sua trama si ispira al quatrefoil, un motivo quadrilobato ampiamente diffuso nelle ceramiche di İznik, nei tessuti di corte e nelle decorazioni architettoniche che adornavano Costantinopoli tra il XV e il XVII secolo. Attraverso la ripetizione modulare di questa forma, gli artigiani ottomani trasformavano la geometria in un linguaggio visivo di armonia, equilibrio e continuità. Arsenale Bosphorus raccoglie questa eredità e la reinterpreta in chiave contemporanea, trasformando un antico motivo decorativo in una trama capace di raccontare ancora oggi il dialogo tra Venezia e Costantinopoli.
Per dare forma a questo disegno, il quadrante viene lavorato quando la madreperla si trova ancora allo stato grezzo, prima delle successive fasi di colorazione e finitura. Attraverso una lavorazione CNC ad alta precisione, una punta diamantata incide la superficie seguendo fedelmente il motivo ornamentale ispirato all'arte ottomana. Ogni solco viene realizzato con tolleranze minime per preservare la continuità del disegno e valorizzare le caratteristiche naturali della madreperla. È in questa fase che il quadrante acquisisce la propria architettura tridimensionale, una struttura invisibile che emergerà pienamente soltanto nelle lavorazioni successive.
Dopo l'incisione, il quadrante viene sottoposto a una serie di lavorazioni che ne esaltano profondità e carattere. La colorazione rossa intensa si combina con la struttura precedentemente scolpita, permettendo alla luce di interagire con la madreperla in modo sempre diverso. L'incontro tra le incisioni geometriche e le iridescenze naturali del materiale genera continui giochi di riflessi, ombre e variazioni cromatiche. Il risultato è una superficie viva e dinamica, nella quale il motivo ornamentale non appare semplicemente stampato, ma sembra emergere dall'interno del quadrante, trasformandosi a ogni cambio di prospettiva.



Specifiche tecniche
Ø40 mm, da ansa ad ansa 44 mm, spessore 9.95 mm
Acciaio 316L, finitura satinata
Madreperla naturale rossa, incisa con punta di diamante e decorata con motivo geometrico ispirato all'arte ottomana
Zaffiro con trattamento antiriflesso
Miyota 9039, automatico, 3 lancette, no data
Swiss-Made BGW9 Super-LumiNova®
Avvitata
Inciso, serrato con sei viti

Il fondello celebra uno dei panorami più iconici della Turchia. Al centro della composizione emerge la Moschea di Ortaköy, affacciata direttamente sulle acque del Bosforo, mentre sullo sfondo si staglia il Ponte dei Martiri del 15 Luglio, simbolo della Istanbul contemporanea. La scena è completata dalla bandiera turca che sventola sopra il paesaggio e dalle imbarcazioni che attraversano lo stretto, richiamando il ruolo storico del Bosforo come punto di incontro tra continenti, culture e civiltà. L'incisione rappresenta idealmente il dialogo tra passato e presente, tra l'eredità di Costantinopoli e la vitalità della moderna Istanbul.

La sleeve di Arsenale Bosphorus è concepita come un carnet de voyage illustrato. Monumenti, paesaggi e simboli della cultura turca si intrecciano in una composizione che accompagna il collezionista lungo un percorso che attraversa il Bosforo, l'Anatolia e alcuni dei luoghi più iconici del Paese. Sul retro, una mappa dedicata completa questo racconto visivo, trasformando il packaging in un omaggio alla storia, alla geografia e all'identità della Turchia.
Il fondello celebra uno dei panorami più iconici della Turchia. Al centro della composizione emerge la Moschea di Ortaköy, affacciata direttamente sulle acque del Bosforo, mentre sullo sfondo si staglia il Ponte dei Martiri del 15 Luglio, simbolo della Istanbul contemporanea. La scena è completata dalla bandiera turca che sventola sopra il paesaggio e dalle imbarcazioni che attraversano lo stretto, richiamando il ruolo storico del Bosforo come punto di incontro tra continenti, culture e civiltà. L'incisione rappresenta idealmente il dialogo tra passato e presente, tra l'eredità di Costantinopoli e la vitalità della moderna Istanbul.
La sleeve di Arsenale Bosphorus è concepita come un carnet de voyage illustrato. Monumenti, paesaggi e simboli della cultura turca si intrecciano in una composizione che accompagna il collezionista lungo un percorso che attraversa il Bosforo, l'Anatolia e alcuni dei luoghi più iconici del Paese. Sul retro, una mappa dedicata completa questo racconto visivo, trasformando il packaging in un omaggio alla storia, alla geografia e all'identità della Turchia.
















